Favela Amarela è uno dei cortometraggi brasiliani che non mi aspettavo per niente, capace di fondere horror cosmico, critica sociale e folklore contemporaneo. Ispirato all’immaginario di H.P. Lovecraft e di Robert W. Chambers (Il Re in Giallo), il film trasporta un genere tradizionalmente ambientato in luoghi isolati e misteriosi nel cuore delle periferie di Rio de Janeiro, dando vita a un racconto in cui il soprannaturale diventa metafora delle profonde ferite sociali del Brasile.



La storia ha come protagonista Damião, un lavoratore studente che vive in una favela e che, per pagarsi gli studi, finisce coinvolto nella criminalità locale dato che con il suo normale lavoro non ci riusciva. Quella che inizialmente sembra una vicenda legata alla sopravvivenza quotidiana diventa qualcosa di inquietante: Damião scopre che una presunta organizzazione ONG che nasconde in realtà una setta segreta composta da politici, imprenditori e membri dell’élite, responsabile della scomparsa di numerosi abitanti del quartiere, sacrificati in macabri rituali. Da quel momento il confine tra realtà e incubo si dissolve, mentre la storia assume i toni di un horror sempre più oscuro e inquietante.
L’idea alla base del progetto nasce dalla volontà di raccontare il razzismo strutturale, la corruzione e le disuguaglianze sociali brasiliane attraverso una prospettiva diversa da quella del cinema sociale tradizionale. Invece di ricorrere a un approccio realistico, si sceglie il linguaggio del fantastico e dell’horror cosmico, trasformando il male in una presenza invisibile e incontrollabile che agisce nell’ombra, proprio come le strutture di potere che da secoli influenzano la società brasiliana. Così con Favela Amarela abbiamo un racconto simbolico in cui il soprannaturale rappresenta le ingiustizie reali.
L’horror diventa così uno strumento di riflessione più che un semplice mezzo per spaventare. Del resto, il cinema di genere ha spesso utilizzato il fantastico per affrontare temi sociali: da Godzilla, nato come metafora della paura nucleare nel Giappone del dopoguerra, a Dawn of the Dead, critica alla società dei consumi, fino a The Babadook, che affronta il tema del lutto e del trauma psicologico. Più recentemente anche il regista Jordan Peele ha dimostrato come il cinema horror possa raccontare il razzismo e le discriminazioni contemporanee attraverso immagini simboliche. Favela Amarela si inserisce in questa tradizione, adattandola però al contesto brasiliano e alle sue contraddizioni.

Uno degli aspetti più interessanti del cortometraggio è la rappresentazione della favela. Il film è stato girato interamente nel quartiere di Morro Tavares Bastos, a Rio de Janeiro, anche se nella storia il luogo assume un nome immaginario. La scelta non è casuale: invece di concentrarsi sugli stereotipi legati al traffico di droga, alle milizie o alla violenza urbana, il film propone uno sguardo diverso sulle periferie, trasformandole in uno spazio ricco di memoria, tensioni sociali e resistenza. La favela diventa un vero e proprio personaggio della storia.
Anche dal punto di vista visivo, Favela Amarela riesce a costruire un’atmosfera opprimente. L’estetica del film richiama il cinema horror classico, ma viene contaminata da elementi della cultura brasiliana, creando un immaginario originale che rende ancora più efficace la fusione tra realtà e fantasia. Il senso di inquietudine cresce progressivamente, alimentato dalla sensazione che esista una forza oscura che manipola gli eventi senza mai mostrarsi completamente.
L’originalità della proposta ha già trovato riscontro anche all’estero. Dopo aver suscitato un forte interesse sui social, dove il trailer ha raccolto milioni di visualizzazioni, Favela Amarela ha iniziato il suo percorso nei festival internazionali con selezioni in diverse città europee, tra cui Berlino, Bruxelles, Lisbona e Londra. Un risultato che conferma la forza di un progetto capace di coniugare un immaginario universale con una realtà profondamente brasiliana.
Realizzato grazie ai fondi della Legge Paulo Gustavo (programma di finanziamento pubblico varato dal governo brasiliano nel 2022 per sostenere il settore culturale e audiovisivo dopo la pandemia di COVID-19), è già in sviluppo un lungometraggio che approfondirà la vicenda della setta e dei protagonisti, affiancato da una graphic novel dedicata alle origini del culto, ambientata tra il XVII, il XIX secolo e in piena epoca coloniale. Un’espansione che punta a intrecciare storia, mito e critica sociale, dando vita a un progetto transmediale destinato a svilupparsi tra cinema, fumetto e altri possibili formati.

Favela Amarela utilizza il soprannaturale come metafora di dinamiche molto concrete: la corruzione del potere, il razzismo strutturale, l’emarginazione delle periferie e le disuguaglianze che ancora segnano la società brasiliana.
SCHEDA TECNICA
Regia: Nícolas Lobato e Thiago Tuchu
Sceneggiatura: Nícolas Lobato e Thiago Tuchu
Produzione esecutiva: Aruska Patrícia
Produzione artistica: Raphael Vieira
Produzione: Larva Filmes e Mirage Mirror
Direzione di produzione: Luísa Noel e Jéssica Villardo
Direzione della fotografia: Roberto Riva
Scenografia: Sérgio Chaves
Costumi e oggetti di scena (Props): Bidi Bujnowski
Montaggio sonoro e missaggio: Gabriel Salazar
Colonna sonora originale: Duca Duarte
ELENCO DEI FESTIVAL
39 festival selezionati
14 festival premiati
17 Paesi
30 premi complessivi
10 premi a Hollywood
1 candidatura al Gran Premio FantLatam 2027
PREMI
Catacombs Film Festival — Los Angeles, USA — Miglior Cortometraggio, Migliore Fotografia, Miglior Attore
Florence Independent Cinema International Film Festival — Italia — Migliore Regia
Athvikvaruni International Film Festival — India — Migliore Regia (Cortometraggio), Miglior Cortometraggio Horror
Thilsri International Film Festival — India — Miglior Cortometraggio Horror
Hallucinéa Film Festival — Parigi, Francia — Miglior Cortometraggio Horror, Miglior Sonoro
The Dunwich Horror Fest — USA — Miglior Cortometraggio Internazionale
Makizhmithran International Film Festival — India — Miglior Cortometraggio Internazionale
SamhainBaucogna International Film Festival — Spagna — Miglior Film Horror
HIFF – HALO International Film Festival — San Pietroburgo, Russia — Miglior Film Horror
Portugal Indie Film Festival — Portogallo — Migliore Fotografia
Inland Independent Film Festival — USA — Miglior Cortometraggio Narrativo, Premio Speciale della Giuria per la Migliore Fotografia
Denver Monthly Film Awards — Denver, USA — Miglior Cortometraggio
Hollywood Blood Horror Festival — Hollywood, USA — Miglior Film Horror, Migliore Produzione, Miglior Regista Esordiente, Miglior Attore, Migliore Attrice, Miglior Attore Non Protagonista, Migliori Costumi, Miglior Trucco e Caratterizzazione
Rio Cine Awards 2026 — Brasile — Miglior Cortometraggio Horror & Thriller
Madonie Film Festival — Sicilia, Italia — Miglior Cortometraggio
Bangkok Movie Awards — Thailandia — Miglior Cortometraggio
Indie House — Barcellona, Spagna — Migliori Effetti Visivi
SELEZIONI UFFICIALI
XXII Fantaspoa — Porto Alegre, Brasile
Festival Nieve Roja — Patagonia, Argentina (Candidato al Gran Premio FantLatam2027)
Raven Heart International Fantastic Film Festival (RIFF) — Oslo, Norvegia
Portland Horror Film Festival — Portland, USA
Festival Montevideo Fantástico — Montevideo, Uruguay
Carcosian Film Night — Bruxelles, Belgio
Lisboa Indie Film Festival (LISBIFF) — Lisbona, Portogallo
Barcelona Indie Filmmakers Festival (BARCIFF) — Barcellona, Spagna
Berlin Indie Shorts Festival — Berlino, Germania
HorrorConUK Film Festival — Regno Unito
Madrid Indie Film Festival — Madrid, Spagna
Corrosivo Film Fest — Costa Rica
ScumDance — Londra, Regno Unito




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