Devo dire che non sono molto fan dei film sci-fi ma allo stesso tempo amo alla follia tutti i tipi di film che hanno come location gli aerei quindi ho detto ok vediamo un po’. Black Box è un thriller horror fantascientifico di quest’anno diretto da Steven Quale, tornato dopo diversi anni “fermo” e sceneggiato da Stephen Susco. La storia segue il volo 298, partito da Seattle e diretto a New Orleans e quello che dovrebbe essere un normalissimo volo serale comincia però a prendere una piega decisamente inquietante.

Prima arrivano piccoli problemi tecnici, poi strani malfunzionamenti, passeggeri che iniziano a stare male e una tempesta che rende l’atmosfera ancora più opprimente. Ma il vero problema è ciò che sembra muoversi fuori dall’aereo: strane luci e fenomeni inspiegabili che fanno pensare a qualcosa di molto più grande e terrificante di una semplice emergenza in volo.
Ed è proprio qui che Black Box trova il suo punto di forza. Il film sfrutta benissimo l’ambiente dell’aereo, trasformandolo in una vera e propria trappola, quella sensazione di claustrofobia, per l’impossibilità di scappare. Il film gioca anche parecchio sul confine tra realtà e incubo. Per buona parte della storia ci si ritrova a dubitare di ciò che vediamo e, soprattutto, di ciò che stanno vivendo i protagonisti. È tutto reale? È una sorta di allucinazione collettiva? C’è davvero qualcosa là fuori? Black Box cerca volutamente di mantenere questa ambiguità, alimentando il mistero fino al terzo atto.

Non tutto funziona allo stesso modo e, soprattutto nella parte finale, il film prende alcune decisioni che potrebbero dividere il pubblico. Alcuni passaggi risultano forse troppo esasperati e certe spiegazioni avrebbero meritato maggiore approfondimento. Però bisogna riconoscere che il film riesce a tenere alta la tensione e farci continuare a guardare per capire dove voglia andare a parare.
Per quanto mi riguarda, Black Box è stata una sorpresa abbastanza piacevole, anche se come ho detto prima non sono una gran fan del genere: parte come un normale film di emergenza aerea e, poco alla volta, si trasforma in qualcosa di decisamente più inquietante e surreale.

Un’altra cosa che tengo a precisare che mi ha messo anche un po’ d’ansia e mi ha fatto porre delle domande, è stato pensare nel 2014 all’aereo della Malaysia Airlines MH370. L’aereo non è mai stato ritrovato. È scomparso l’8 marzo 2014 mentre volava da Kuala Lumpur a Pechino, con 239 persone a bordo. E se avesse fatto la fine di Black box? Ci sono delle cose che non sapremo mai.



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