Nel 1988 John Carpenter realizza uno dei film più singolari e politicamente espliciti della sua carriera. Dopo aver ridefinito l’horror moderno con Halloween e aver mescolato azione e fantastico con Grosso guaio a Chinatown, il regista americano porta sullo schermo una storia di fantascienza urbana che si rivela una feroce critica sociale. Essi Vivono è un’opera che unisce fantascienza, horror e satira politica, trasformando un racconto di invasione aliena in un’allegoria diretta sul potere, sul controllo mediatico e sul consumismo.
All’uscita non fu un grande successo commerciale, ma con il passare degli anni il film è diventato uno dei titoli più riconosciuti e citati della filmografia di Carpenter, conquistando lo status di cult.
Una storia semplice che diventa rivelazione

Il protagonista del film è Nada, interpretato dal wrestler e attore Roddy Piper, un operaio senza lavoro che arriva a Los Angeles in cerca di una nuova opportunità.
La città che trova davanti a sé è segnata dalla disoccupazione, dalle tensioni sociali e da un crescente senso di disillusione. Dopo aver trovato rifugio in un accampamento di senzatetto, Nada entra in contatto con una piccola comunità che sembra sospettare l’esistenza di qualcosa di nascosto dietro l’apparente normalità della società.
La scoperta avviene grazie a un paio di occhiali da sole molto particolari. Indossandoli, Nada vede la realtà per quello che è davvero: dietro cartelloni pubblicitari, riviste e trasmissioni televisive si nascondono messaggi subliminali che invitano alla sottomissione.
“OBEY”, “CONSUME”, “MARRY AND REPRODUCE”.
Ma la rivelazione più sconvolgente è un’altra: molte delle persone che occupano posizioni di potere non sono esseri umani, ma creature aliene infiltrate nella società.
Fantascienza, satira e critica sociale

Con Essi Vivono Carpenter costruisce un film di fantascienza che funziona come allegoria politica. L’invasione aliena non è raccontata come un attacco spettacolare o militare, ma come una conquista silenziosa e sistemica.
Gli alieni controllano economia, media e politica, mantenendo il dominio attraverso propaganda e manipolazione dell’informazione. Gli esseri umani, privati della capacità di vedere la realtà, diventano ingranaggi inconsapevoli di un sistema costruito per mantenerli docili e produttivi.
La visione di Carpenter è apertamente critica nei confronti della società americana degli anni Ottanta, segnata dal neoliberismo, dalla crescita del consumismo e dalla concentrazione del potere economico.
Il film suggerisce che il controllo più efficace non è quello esercitato con la forza, ma quello che passa attraverso immagini, pubblicità e messaggi ripetuti fino a diventare invisibili.
Il linguaggio di Carpenter

Dal punto di vista formale, Carpenter utilizza uno stile diretto ed essenziale. La regia è asciutta, costruita su inquadrature pulite e movimenti di macchina funzionali alla narrazione.
Il ritmo alterna momenti di osservazione a improvvise esplosioni di violenza, secondo una grammatica che unisce cinema di genere e racconto politico.
Una delle sequenze più celebri del film è la lunga rissa tra Nada e Frank, interpretato da Keith David. La scena, insolitamente estesa e coreografata in modo realistico, diventa uno dei momenti più iconici del film e rappresenta simbolicamente la difficoltà di accettare una verità che mette in crisi l’intero sistema di valori.
Anche il personaggio di Nada incarna una figura di ribellione istintiva e diretta. La sua battuta più famosa — “I have come here to chew bubblegum and kick ass… and I’m all out of bubblegum” — è diventata una delle citazioni più celebri del cinema di genere degli anni Ottanta.
Perché resta rilevante

Rivisto oggi, Essi Vivono mantiene una sorprendente attualità. La sua critica ai meccanismi di manipolazione mediatica e alla cultura del consumo appare ancora oggi estremamente lucida.
Il film non è un horror tradizionale né una semplice opera di fantascienza. È un racconto che utilizza il fantastico per analizzare potere, controllo e alienazione sociale.
Carpenter non cerca consolazione e non offre soluzioni rassicuranti. Il finale lascia lo spettatore con una sensazione di disorientamento che rispecchia perfettamente l’intero percorso narrativo.
Proprio per questa combinazione di satira politica, cinema di genere e immaginario iconico, Essi Vivono è oggi considerato non solo uno dei film più significativi della carriera di Carpenter, ma anche un cult assoluto del cinema fantastico, ancora capace di parlare al presente.




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