La quinta edizione dei Vespertilio Awards ha segnato un passaggio importante nella storia della manifestazione.
Sabato 23 maggio, nella nuova cornice del Teatro Marconi di Roma, il premio dedicato al cinema di genere ha trovato una casa capace di restituire alla serata un respiro più ampio, elegante e cinematografico.
La grande sala del teatro ha dato alla cerimonia un tono nuovo, più solenne e più vicino alla crescita naturale di un progetto che, anno dopo anno, continua ad affermarsi come uno degli appuntamenti più riconoscibili per chi ama e sostiene il cinema horror, thriller, noir, fantastico,fantascientifico e fantasy.
Un risultato ancora più significativo se si considera la natura indipendente della manifestazione, costruita senza il sostegno di contributi statali o fondi pubblici, ma con una forza organizzativa e una passione che riescono a renderla competitiva, curata e sorprendentemente elegante.
I Vespertilio Awards, ideati nell’ambito di Ore d’Orrore da Tania Bizzarro e Markus Di Meglio attraverso la Ta.Ma.H.Demi, sono arrivati alla quinta edizione con numeri importanti: 153 opere candidate, di cui 126 italiane, 45 lungometraggi, 80 cortometraggi, 3 documentari e, per la prima volta, 25 film internazionali.
La cerimonia, in programma al Teatro Marconi e condotta da Tania Bizzarro, con Alice Rigon e Ilaria Monfardini, era stata annunciata come un’edizione dedicata al critico e amico Federico Frusciante, figura centrale per una comunità di appassionati che nel cinema non cerca soltanto intrattenimento, ma anche identità, pensiero e appartenenza.
Proprio il ricordo di Federico Frusciante è stato uno dei momenti più intensi della serata.
La proiezione di una clip inedita, nella quale Frusciante parlava del suo amore per il cinema e del suo rapporto con la morte, ha attraversato la sala con una forza rara.
Al termine del filmato, l’applauso del pubblico non è stato soltanto un omaggio, ma un gesto collettivo di affetto, riconoscenza e memoria.
Per qualche minuto, il Teatro Marconi si è trasformato in uno spazio sospeso, attraversato da commozione sincera e da quel senso di comunità che appartiene solo agli eventi capaci di lasciare un segno.
Ma la notte dei Vespertilio non è stata solo emozione.
È stata anche una festa viva, piena di ritmo, ironia e momenti spontanei.

Tra i passaggi più divertenti, i saluti e i ringraziamenti rivolti alla “seconda fila” sono diventati un piccolo tormentone della serata, alimentato dalle battute ripetute dei premiati e accolto dal pubblico con complicità.
È proprio in questi dettagli, tra una consegna e un sorriso, che il Vespertilio conferma la sua identità: una cerimonia capace di essere ufficiale senza diventare fredda, professionale senza perdere il gusto del gioco.
La serata ha alternato momenti istituzionali, premi tecnici, riconoscimenti artistici e passaggi fortemente simbolici.
Tra questi, la consegna di uno dei premi ad Ambra Principato, regista di Invisibili, da parte di Milena Cocozza, presidente di giuria di questa edizione, e il momento in cui Tania Bizzarro ha consegnato alla stessa Principato il premio per il Miglior Film.
Una doppia immagine significativa, che racconta bene anche la presenza femminile di questa edizione, già emersa nelle nomination con film e registe capaci di occupare un ruolo centrale nel panorama del genere italiano.
Altro momento importante è stato il premio per la Miglior Sceneggiatura Originale, consegnato dallo sceneggiatore Emiliano Rubbi a Paolo Strippoli per La valle dei sorrisi.
Il film di Strippoli era tra i grandi protagonisti delle candidature, insieme a Invisibili di Ambra Principato, entrambi arrivati alla serata con 16 nomination ciascuno, seguiti da L’orto americano di Pupi Avati.
La cerimonia ha visto trionfare grandi nomi come Roberto Accornero (miglior attore protagonista per Archai), Marcello di Carlo (insieme a Sabina Cellitti) che ha vinto per La valle dei sorrisi la miglior scenografia (in ex aequo) insieme ad un altro grande maestro come Biagio Fersiniper L’orto americano, Stefano Arnaldi per la miglior musica de L’orto americano, Sergio Stivaletti per i prostetici dell’orto americano e Bruno Albi Marini con Pierre D’oncieu per gli effetti visivi di Eva.
I giovanissimi Sara Ciocca e Giulio Feltri rispettivamente trionfano come miglior attrice protagonista per Invisibili e miglior attore non protagonista per La valle dei sorrisi.
Le donne dimostrano di aver segnato questa edizione grazie alle vittorie di Emanuela Galliussi per Zoe come miglior soggetto, Coralina Cataldi-Tassoni (insieme a Mariano Baino) per la miglior produzione di Astrid’s Saints e Mara Fondacaro per il miglior esordio alla regia per la sua opera dal titolo: Il primo figlio.
Vincenzo Alfieri per il secondo anno consecutivo vince nella categoria miglior montaggio, e si porta a casa la statuetta anche per la miglior sceneggiatura non originale (insieme a Giuseppe G. Stasi) con 40 secondi.
La miglior fotografia va a Davide Sondelli per Invisibili mentre il cinema indipendente vede vincere come miglior manifesto la Camaleo Cinema per Dedalus e Lara Maria Azzurra Leuzzi per i migliori costumi di Un delitto ideale.
La potenza delle opere indipendenti vede due giovani registi come Vladimir Scavuzzo e Nikolaj Servettini trionfare rispettivamente come miglior cortometraggio e Vespertilio speciale per la tematica sociale grazie a due splendide opere come Beyond the Sea e Haiku 27.

Già prima della cerimonia erano stati annunciati due riconoscimenti: A Mother’s Recall di Mauro
Ivan Ojeda come Miglior Film Internazionale e The Dark Fantastic di LG White come Miglior Documentario.
Un segnale della volontà del Vespertilio di allargare il proprio sguardo, mantenendo però salda la propria identità italiana.
Nel corso della serata si sono alternati ospiti, padrini e madrine (tra cui il segretario generale dell’accademia del cinema italiano – premi David di Donatello Manuela Pineschi, il regista Gianluca Graupera, le attrici Mirella D’angelo, Anna Valentino e Silvia Collatina, la registaDeborah Farina e l’effettista Diego Arciero) delle diverse categorie, professionisti del settore, autori, tecnici, interpreti e appassionati.
La nuova location ha valorizzato ogni passaggio della cerimonia, dando al premio una dimensione più matura senza snaturarne l’anima.
Il Teatro Marconi ha funzionato non solo come spazio, ma come cornice narrativa: un luogo in cui il cinema di genere ha potuto mostrarsi con orgoglio, senza complessi e senza dover chiedere permesso.
Il successo della quinta edizione dimostra che il Vespertilio Awards non è più soltanto unascommessa nata dalla passione.
È un appuntamento riconoscibile, con una comunità solida, una direzione chiara e un’identità sempre più forte.
Una manifestazione indipendente che riesce a parlare al pubblico, agli autori e alle maestranze,
celebrando il cinema di genere nelle sue forme più diverse: popolari, autoriali, tecniche, artigianali e visionarie.
La notte del Teatro Marconi ha lasciato la sensazione di un evento cresciuto, ma ancora capace di emozionarsi.
E forse è proprio questa la forza più grande del Vespertilio: riuscire a essere premio, festa e rito collettivo nello stesso momento.
Un luogo in cui il cinema di genere non viene solo premiato, ma riconosciuto come cultura, memoria e passione condivisa.
Riepilogo statuette dei Vespertilio Awards
5 statuette per Invisibili a Davide Sondelli (miglior fotografia), Sara Ciocca (miglior attrice), Stefano Rabbolini(miglior casting) e Ambra Principato (miglior regia e miglior film)
4 statuette per L’orto americano a Biagio Fersini (miglior scenografia in ex aequo), Stefano Arnaldi (miglior musica), Sergio Stivaletti coadiuvato da Michelangelo Stivaletti, Cecilia Ceccarelli e Fabrizio Capponi (migliori effetti prostetici e pratici) e per finire Pompeo Iaquone, TullioArcangeli, Andrea Doni e Damiano Silva (miglior suono)
4 statuette per La valle dei sorrisi:
Marcello di Carlo e Sabina Cellitti (miglior scenografia in ex aequo), Giulio Feltri (miglior attore non protagonista), Valentina Tomljanovic (miglior trucco), Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli e Milo Tissone (miglior sceneggiatura originale)
2 statuette per Zoe a Francesca Olivi (miglior attrice non protagonista) ed Emanuela Galliussi (miglior soggetto)
3 statuette per 40 secondi a Vincenzo Alfieri (miglior montaggio e miglior sceneggiatura non originale insieme a Giuseppe G. Stasi) e Daniela Altieri(acconciatura)
Altre statuette per Roberto Accornero (miglior attore protagonista per Archai), Mara Fondacaro (miglior esordio alla regia per Il Primo Figlio), Bruno Albi Marini e Pierre D’oncieu (migliori effetti visivi vfx per Eva), Mariano Baino& Coralina Cataldi-Tassoni (miglior produzione per Astrid’s Saints), Camaleo Cinema (miglior manifesto per Dedalus), Lara Maria Azzurra Leuzzi (migliori costumi per Un delitto ideale).
Beyond the Sea di Vladimir Scavuzzo vince il vespertilio come miglior cortometraggio mentre il Vespertilio speciale per la tematica sociale va al corto Haiku 27 di Nikolaj Servettini.
Premio Aldo Lado a L’orto americano e Premio Claudio Lattanzi a 40 secondi.
Premio Fipili Horror Festival a La valle dei sorrisi mentre il premio Apulia Horror Internazional Film Festival va al cortometraggio Beyond the Sea.
Vespertilio alla Carriera per Il maestro Luciano Tovoli e postumo per il regista Umberto Lenzi.
Vespertilio speciale per il critico e divulgatore cinematografico Federico Frusciante.



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