Il found footage nell’horror è uno stile molto usato, che però non piace a tutti. Se devo dire la verità non tutti i found footage mi piacciono perché alcuni fanno venire la nausea. Spesso questo stile viene usato male, con riprese tremolanti che fanno venire la nausea più che paura. Negli anni abbiamo visto di tutto, da esperimenti riusciti come The Blair Witch Project fino a prodotti più discutibili come Paranormal Activity. Heritage, però, rientra tra quei found footage che funzionano.


Girato con pochissimo budget in soli cinque giorni in Corsica, è un film artigianale che funziona e soddisfa.
La trama è semplice ma funziona: quindici anni dopo aver lasciato la Corsica, Marie e Daniel tornano sull’isola per far visita al nonno. Annoiati dalla classica vacanza di famiglia, iniziano a filmare tutto con la vecchia videocamera del 2008 appartenuta al nonno. Quello che nasce come un gioco diventa qualcosa di molto più inquietante. Le scoperte che fanno cambiano il senso del loro viaggio, trasformando il ritorno alle radici in orrore.
La scelta di usare davvero una videocamera datata crea un effetto di autenticità che rafforza l’illusione della “cassetta ritrovata”. Il film punta tutto sul realismo grezzo, sull’imperfezione tecnica, su un tono naturale. Agli attori è stata lasciata grande libertà, e questo si percepisce nei dialoghi e nelle reazioni, che risultano spontanei e credibili.

Ma Heritage non è solo paura. È anche un racconto sulle radici, sulle scelte sbagliate della famiglia, sull’isolamento. La Corsica non è semplice sfondo: è parte viva del film, quasi un personaggio. L’isola, con la sua identità forte e il suo passato, amplifica il senso di chiusura e di destino inevitabile. Per non parlare dei dialoghi in corso, lingua con radici italiane molto marcate.
Il regista, Baptist Agostini-Croce, è al suo primo lungometraggio. Autodidatta, con un passato tra cortometraggi, una serie per il canale corso e perfino il cabaret, oggi lavora come avvocato penalista a Parigi.
In definitiva, Heritage è un found footage che non pretende di reinventare il genere, creando tensione con pochi mezzi, puntando su atmosfera e identità invece che su effetti.




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