Oggigiorno gli animali sono visti come parte integrante delle nostre famiglie e di certo non li vediamo come “ostacoli”, e forse è proprio qui che ci sbagliamo.
Fin dai primi anni 2000 gli animali sono sempre stati presenti nel mondo videoludico e ancora prima nel mondo cinematografico, chi come compagno di avventura e chi come nemico. Basta pensare a Hewie, il salvatore di Fiona in Haunting Ground, oppure ai Cerberus, i cani zombie che possiamo trovare in Resident Evil.

Alleati o nemici?
Ma vediamo meglio il loro ruolo nel mondo videoludico. In generale possiamo classificare la presenza animalesca in due grandi categorie: innocui o ostili.
Per quanto riguarda quelli innocui, possono essere aiutanti o semplici personaggi secondari; sono lì al fine di darci conforto e farci superare determinati limiti. In fondo, chi è che andrebbe in un tunnel buio se non per salvare il proprio cane?
Al contrario, quelli ostili sono lì per farci pentire delle nostre scelte. Da animali che fingono di essere tali, basta pensare a Lost in Vivo, a semplici animali indemoniati che provano a ucciderci.
E infine ci sono loro, quelli che sono lì senza uno scopo preciso ma che comunque hanno senso, e tutti noi videogiocatori lo sappiamo bene. Sì, sto parlando proprio di Mira, la Shiba Inu di Silent Hill 2.

Una questione morale
Non sempre, però, vorremmo avere gli animali nei videogiochi. Guardiamo la scelta morale in The Last of Us Parte 2: uccidere i cani e non farsi scoprire o correre all’impazzata pur di non far del male a quelle povere bestiole? In fondo la morte di un cane non è mai piacevole e “Does the Dog Die?” lo sa bene: in questo sito web si sono adoperati per tener traccia di tutti i videogiochi dove proprio un amico a 4 zampe muore.
Gli animali però non sempre sono lì per il videogiocatore; infatti molte volte vengono introdotti semplicemente per attirare pubblico al fine di rendere il prodotto virale.

Il terrore sul grande schermo
Non scordiamoci però il mondo cinematografico, fin dai primi anni ‘30 gli animali sono sempre stati presenti, ma solo nel 1975 con l’uscita Lo Squalo il mondo “Natural Horror” diventa un cult della cultura pop. Durante gli anni il mondo cinematografico ha sempre cercato di portare innovazione e nell’ultimo periodo gli è riuscito alla grande, basta pensare al film Good Boy, che ci propone un horror psicologico dal punto di vista di un cane.

Quando il gioco diventa film
Mentre nel cinema l’animale rappresenta spesso una forza della natura incontrollabile, nel videogioco il suo ruolo è pesantemente influenzato dall’attualità e dalle dinamiche di gioco.
Esistono rari casi però in cui i videogiochi trattano gli animali come nei film. Un esempio perfetto è l’orso in Condemned 2: Bloodshot. In quel livello, il giocatore è disarmato e l’orso non può essere ucciso, solo rallentato o evitato. In quel momento, il videogioco recupera la dinamica del film: l’animale torna ad essere una forza inarrestabile e terrificante, non un semplice bersaglio.

Ma che siano lì per aiutarci, ucciderci, regalarci nuove esperienze di gameplay o semplicemente per sdrammatizzare, noi amiamo la loro presenza e speriamo che questo fenomeno continui per sempre.




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