Sulla strada per Manchester, un rivoluzionario macchinario in grado di sterminare insetti e parassiti che infestano i raccolti attraverso la propagazione di ultrasuoni. Questa macchina ben presto inizierà a risvegliare i morti e nessuno è al sicuro. Questa è la sinossi di Non si deve profanare il sonno dei morti, film horror del 1974 di produzione italo-iberica e diretto da Jorge Grau.

RECENSIONE
C’è sempre qualcosa di affascinante che avvicina lo spettatore al filone horror zombie e anche il questo caso non si fa eccezione. Il primo elemento d’interesse è il forte messaggio ambientalista. Alcuni scienziati vogliono convincere un contadino ad acquistare una macchina senza rischi per la salute delle piante, ma il risvolto è macabro. Gli ultrasuoni costringono gli insetti a mangiarsi a vicenda. La crudeltà perpetuata dall’uomo è evidente già da prima che si risvegli il primo cadavere.
Il ronzio viene riprodotto durante l’intera pellicola, diventando un segnale di avvertimento e di morte. Non si deve profanare il sonno dei morti inizia lentamente, ci presenta i protagonisti del film, ovvero il burbero George (Ray Lovelock) ed Edna (Cristina Galbó). I due sono persone normali, non hanno alcun tipo di preparazione militare, ma semplicemente si ritrovano catapultate in una situazione straordinaria. Lo spettatore empatizza con i due ragazzi che iniziano a indagare pur tampinati dalla polizia. L’aspetto più affascinante del film è il trattamento riservato alle forze dell’ordine. Non c’è alcuna “copaganda”, la polizia ne esce malissimo, soprattutto l’ispettore interpretato da Arthur Kennedy. Il periodo storico è fondamentale per inquadrare questo film.
Negli Anni Settanta ci sono molti eventi significativi: in Italia si vivono gli anni di piombo, tra stragi e attentati terroristici, si sta concludendo la guerra in Vietnam e negli Stati Uniti Nixon è travolto dallo scandalo Watergate.

CONCLUSIONE
Il film prende ispirazione da La notte dei morti viventi di Romero e costruisce una storia originale e che attinge dal genere “giallo all’italiana”.
Non si deve profanare profanare il sonno dei morti è una piccola gemma del cinema horror passata però inosservata in Italia, ma che ha riscontrato un discreto successo all’estero. Ora si può recuperare con un abbonamento a Prime Video.




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