
“I Saw the TV Glow” è un film diretto da Jane Schoenbrun per la A24. All’inizio della storia siamo nel 1996. Un ragazzino di nome Owen incontra per caso una ragazza di due anni più grande che si chiama Maddy. La ragazza sta leggendo un libro che parla di una serie-tv dal nome “The Pink Opaque”. Siccome il ragazzino è affascinato dall’idea di questa serie-tv, la ragazza lo invita a casa sua per guardarla insieme. La serie va in onda sul tardi e il ragazzino mente ai genitori dicendo che andrà a dormire da un amico, per poi sgattaiolare da lei. Essendo un film ambientato negli anni ’90, “The Pink Opaque” sembra proprio una di quelle serie che guardavamo da ragazzini. É la classica storia di due adolescenti, Isabel e Tara che hanno una connessione psichica, riescono a parlare telepaticamente e devono combattere il cattivo dal nome “Mr. Malinconia” che deforma la realtà e il tempo. Una specie di mix tra Buffy, Streghe e Terry&Maggie. E sembra alquanto scadente, uno young-adult nel quale gli attori recitano in maniera impostata e gli effetti visivi artigianali sono di basso livello. Ma non è qualcosa che un ragazzino noterebbe subito guardandola. I due protagonisti, anche se questa serie li unisce, per i successivi due anni non si parlano. Ma Maddy registra le puntate e le fa avere a Owen di nascosto. Quando poi i ragazzi si rivolgono di nuovo la parola, anni dopo, decidono di tornare a guardare la serie insieme. Purtroppo però Maddy ha un padre violento e decide che scapperà via di casa, prima di farlo chiede a Owen se vuole scappare con lei. Lui accetta, ma siccome anche suo padre non è proprio uno stinco di santo e sua madre sta morendo di
cancro decide, dopo un attacco di panico, di darle buca. Poco tempo dopo la madre muore, Maddy scompare (e tutti la danno per morta) e la serie-tv “The Pink Opaque” viene cancellata per sempre.

Mi fermo qua, ho già detto troppo. Ma mi serviva per far si che chi legge l’articolo si possa interessare. Hanno tante cose da dire questi ragazzi asociali e anticonformisti. Che trovano in questa serie-tv l’opportunità, la possibilità di relazionarsi con qualcuno e di poter vivere una vita diversa. Una vita dove possono essere importanti, stare al centro dell’attenzione, avere poteri, avere uno scopo, essere (in un certo senso) chi dovrebbero essere. I personaggi della serie sono personaggi con cui i nostri protagonisti possono empatizzare e in cui si possono rivedere.

Il film parla di personalità, di percezione, quelle di questi personaggi che devono capire chi sono, che posto hanno nel mondo. E tutto ciò si mischia con qualcosa di paranormale e che ci fa, ad un certo punto, venire un dubbio, anche se solo a livello superficiale, su quale sia la realtà e quale sia la finzione. L’assurdo arriva, più o meno a metà film, con una scena dialogata, che pone un dubbio su quale sia veramente il punto della storia. Non capiamo se uno o più personaggi siano semplicemente impazziti o se c’è altro dietro, se questa possibilità di scappare, come i personaggi da ragazzini scappavano dalla loro triste realtà per rifugiarsi nella serie-tv, sia una possibilità reale. Rimaniamo nel dubbio. Il dubbio non è solo tra realtà e finzione, ma anche tra chi pensiamo di essere e chi siamo davvero, che all’interno del film può sembrare un qualcosa di assurdo, ma quell’assurdo è tale solo perché uno o più personaggi non hanno accettato che possa non esserlo. Un dialogo che può sembrare uno dei tanti, ma che poi capiremo essere importante, arriva quando Maddy dice a Owen che le piacciono le ragazze e chiede a lui: “Cosa piace a te?”. Owen risponde che non sa cosa gli piace, dice che forse gli piacciono solo i programmi tv. Questa piccola conversazione porterà a capire il tema del film. Una transizione. Il passaggio, da un certo punto di vista, sembrerebbe quello che va dalla realtà alla finzione, ma niente è ciò che sembra. E a volte anche se può sembrare assurdo, una finzione può essere realtà. Ma bisogna capirlo nel profondo. E per quanto possa sembrare assurda una cosa, in un mondo dove la società cerca di farci sentire strani e fuori posto, può invece essere ciò che ci salva. Le eroine Isabel e Tara possono essere il mondo reale, bisogna solo accettarlo. Mentre “Mr. Malinconia” ci sotterra e non ci fa respirare, quello che dobbiamo fare è lottare, scavare e arrivare in superficie per liberarci, per prendere aria, per capire cosa siamo veramente. La società ci inganna e la regista lo sa, ci infila a forza dentro dei ruoli specifici, elimina la nostra vera identità e ci annulla fino a far passare gli anni come fossero giorni, fino a farci riguardare quella serie che amavamo da ragazzini e a farci pensare che era imbarazzante perché non possiamo più ricordarci veramente chi siamo. E allora poi non basta più guardarsi dentro, perché ormai è tardi, non c’è più tempo. E chiederemo scusa se risulteremo diversi e lo faremo solo per la paura del giudizio altrui, di una società che non ci include. Lo faremo perché dentro di noi, abbiamo la consapevolezza che ormai il tempo è passato. Non si torna indietro. E mentre agli altri non fregherà niente delle nostre scuse, noi avremo perso chi siamo, avremo perso ogni cosa. Per sempre.

“I Saw The TV Glow” è acquistabile e noleggiabile su AppleTV, RakutenTV e Amazon Video.




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