
Un’apocalisse zombie nella nostra amata America Latina? Grazie, Argentina, per questo. Hai mai immaginato un’apocalisse zombie a Buenos Aires? Ecco esattamente la proposta di Retratos del Apocalipsis (Ritratti dell’Apocalisse), l’ultimo film horror latino-americano, diretto da tre nomi del cinema di genere argentino: Luca Castello, Fabián Forte e Nicanor Loreti. Si tratta di un’antologia composta da quattro storie interconnesse, in cui seguiamo diversi momenti e prospettive dell’epidemia zombie che travolge la capitale argentina. Ciò che inizia come un’insolita epidemia si trasforma rapidamente in caos, disperazione e resistenza. Ogni episodio mostra un modo diverso di affrontare la fine del mondo.

Gli episodi:
- Omicidio sulla scena del crimine, di Nicanor Loreti – Uno degli episodi più intensi dal punto di vista psicologico. Seguiamo Muriel Sosa, una poliziotta intrappolata in una scena del crimine dove cadaveri e voci interiori minacciano la sua sanità mentale. Una narrazione intensa, con uso invasivo della voce fuori campo che approfondisce ulteriormente l’orrore psicologico.
- Ratti, di Fabián Forte – Un racconto surreale e disturbante su una famiglia disfunzionale, in cui la presenza di topi scatena una sequenza grottesca di eventi in un appartamento claustrofobico. Qui l’umorismo nero e il caos vanno di pari passo.
- Rubí, codiretto da Castello, Forte e Loreti – la storia più breve. Un parto brutale girato con uno stile vintage e a bassa definizione. Corto, secco e con un finale d’impatto.
- Re dei Condannati, di Luca Castello – L’episodio finale si immerge completamente nella dimensione religiosa e soprannaturale dell’apocalisse. Il tono è più mitico, l’orrore più simbolico, e gli zombie assumono qui una presenza sempre più spaventosa. Ritratti dell’Apocalisse è un’esperienza creativa e audace. Ogni episodio possiede una propria identità, ma tutti convergono verso una Buenos Aires devastata e surreale, dove l’orrore proviene tanto dai morti quanto dai vivi.
Un dettaglio personale: non avevo mai visto uno zombie posseduto. Solo questo già rende il film un’opera autentica, fatta con anima, creatività e sangue latino. Spero arrivi presto in Italia, se lo merita!




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