
Il primo novembre Roma ha fatto da cornice all’ottava edizione dell’Italian Horror Fantasy Fest, appuntamento ormai irrinunciabile per chi ama il cinema dell’orrore e del fantastico.
Una manifestazione che tiene viva una tradizione di genere resa celebre nel mondo da maestri che hanno scritto pagine indelebili della nostra cultura cinematografica. Non a caso, quest’anno il festival ha voluto rendere un tributo speciale a Dario Argento, figura simbolo del brivido e punto di riferimento internazionale.


La direzione di Luigi Pastore ha dato vita a un’edizione solida, curata e ricca di proposte. Molti i titoli in gara e altrettanti i riconoscimenti assegnati:
- Miglior lungometraggio: The Red Mask, diretto da Ritesh Gupta (USA – 1h31)
- Miglior cortometraggio: Daughter, di Jorge Sermini (Belgio – 20’)
- Premio Flat Parioli: Haiku 27, di Nikolaj Servettini (Italia – 14’30)



Tra i momenti più attesi, l’anteprima europea di The Summoning of Baby Blue, che ha chiuso il festival. Il film è stato presentato da Black Mandala, casa di produzione e distribuzione neozelandese specializzata in cinema di genere. Fondata da Michael Kraetzer e Nicolas Onetti, l’azienda negli anni ha costruito una reputazione solida, portando in tutto il mondo opere capaci di mantenere viva la tradizione dell’horror puro, senza rinunciare a linguaggi più moderni.
Il lungometraggio, diretto da Sergio Gonzalez, Brandon Piskorik, Felipe Vargas, Corey Benson Powers e Brian Sepanzyk, prende ispirazione da una celebre creepypasta virale.
Al centro della vicenda c’è un inquietante rituale domestico: una ragazza deve raccontare una storia di fantasmi davanti allo specchio per evocare “Baby Blue”, spirito legato a una leggenda oscura. Da qui si dipana una serie di episodi brevi ma intensi, che ampliano la mitologia del racconto e costruiscono un crescendo di tensione ben calibrato. Tra luci tremolanti, specchi che sembrano animarsi e il sussurro ossessivo “Baby Blue, Blue Baby”, un semplice lavoro da babysitter si trasforma in un incubo a occhi aperti, dove il passato torna a bussare e la salvezza richiede il coraggio di guardarlo in faccia.

Un ringraziamento va all’Italian Horror Fantasy Fest per aver regalato un pomeriggio ricco di atmosfere cupe, sorprese e anteprime capaci di ricordare quanto questo genere, nonostante il passare del tempo, continui a parlare a chi cerca emozioni forti.
Attendiamo con ansia la nona edizione!




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